L’alba di una nuova intesa


Il cartello dei manifestanti alla festa del pd di Torino

Caro segretario,

Da quando sono nato mi hanno insegnato il concetto di libertà e di democrazia e sopratutto di non violenza, quindi mi dispiaccio degli atti non civili che ti sono stati rivolti durante la festa del PD.

Con questo non voglio dire che tu non c’entri nulla e che sei un angioletto, anzi.

Vedi la situazione in questo paese è a dir poco drammatica. I precari della scuola stanno diventando sempre più il vero tallone d’achille di questa nostra società, il mondo delle fabbriche è diventato un mondo saturo di capitalismo sfrenato dove l’operaio si trova a scegliere se far rispettare i propri diritti, sanciti dalla costituzione, oppure lavorare senza dignità alcuna.

Perchè, vedi caro Raffaele, rinunciare allo sciopero significa questo, rinunciare ad un contratto collettivo nazionale firmato da tutte le rappresentanze sindacali significa questo, quando si plaude un referendum proposto da una azienda che, per inciso, l’intera nazione ha salvato dalla chiusura attraverso i fondi pubblici e per ringraziare mette sotto ricatto tutti dicendo o si fa così oppure noi emigriamo, questo significa che il sindacato ha perso.

Noi dicevamo che se c’era da fare sacrifici tutti li dovevano fare ma senza rinunciare ai nostri diritti.

La lotta al precariato è stata sempre definita come la lotta del  terzo millennio ma mentre noi continuiamo a lottare voi non dite nulla perchè troppo occupati a sedervi a tavola con confindustria e governo.

Con questo non voglio offenderti ne voglio offendere la tua organizzazione ma ti invito a riflettere.

In Italia i giovani non hanno sbocchi, non si possono preoccupare del loro futuro perchè non hanno un presente.

Il protocollo d’intesa firmato da voi con la collaborazione di confindustria e governo mi è sembrato un ritorno al passato ma questo esula dalle tue colpe.

Come esula dalle tue colpe che in Fiat un giovane lavorerà a salario basso per tre anni senza sapere se e come dopo tre anni al giovane verrà corrisposto un salario adeguato.

Come esula dalle tue colpe le continue ed eccessive provocazioni nei confronti della Fiom.

Forse prima sbagliavo le tue colpe ci sono e, fermo restando che la rappresaglia fisica e la violenza esulano dalla nostra cultura e dal nostro comportamento, forse qualche domanda è ora di porcela.

Perchè?

Perchè il sindacato si è diviso quando c’era più bisogno di difendere l’operaio.

Perchè la sola Cisl continua a voler essere il cavallo di razza che corre da solo.

Perchè i givoani, i lavoratori della scuola (non solo i precari), i lavoratori del pubblico, i lavoratori del privato, gli studenti, non ce la fanno più.

Bhè io e come me tutta la cgil, queste domande me le pongo tutti i giorni.

Ora vorrei capire se dall’episodio del fumogeno te le poni anche tu.

4 commenti to “L’alba di una nuova intesa”

  1. Da convinto assertore della lotta non violenta non posso non condannare l’episodio di Torino, così come qualsiasi altro gesto di prevaricazione basato sulla violazione delle regole. La legalità è anche questo: manifestare pacificamente la propria opinione, che può anche essere dissenso, ma mai espresso in forme violente, altrimenti diventa arroganza. Poi mi chiedo se questi giovani dei centri sociali di Torino rappresentino veramente l’Italia che arranca, che non arriva a fine mese, che lotta per un posto di lavoro precario e malpagato. L’Italia, in breve, di cui si parla nel comunicato. Personalmente ho qualche dubbio, come ho qualche dubbio che le brigate rosse rappresentassero la classe operaia dell’epoca. Con questo non voglio fare paragoni storicamente insostenibili, non credo che ci sia un clima da anni di piombo nel Paese, come qualche benpensante della destra italica vorrebbe far credere.

    L.

    • i giovani dei centri sociali, i giovani precari della scuola che scioperano ormai da mesi, gli operai della fiat, sono tutti figli della stessa italia.
      Posso essere d’accordo sulla non violenza ma la violenza arriva quando c’è un estremo bisogno di rivendicare. Rivendicare la propria libertà, rivendicare soprattutto una vita dignitosa.
      Non giustifico ma mi aiutano a riflettere i giovani dei centri sociali spesso figli di quella borghesia arricchita che nulla può distinguere da questa nuova generazione di industriali e politici.
      A.

  2. d’accordissimo su ogni punto della lettera! giustissimo il rifiuto di qualsiasi forma di violenza, sia fisica sia morale, però lo stato dei lavoratori italiani ormai è pessimo. ogni giorno, noi tutti, siamo costretti a dimenarci tra ingiustizie e violazioni dei più elementari diritti, in nome di una piccola fetta di sopravvivenza! la CISL, in questo scenario, è responsabile allo stesso modo del Governo e di Confindustria!

  3. Credo che i fenomeni di violenza che si stanno delineando in Italia in questi giorni siano un segnale serio e pericoloso. La società italiana, quindi i lavoratori, giovani e chi meno è tutelato dallo Stato è in grave difficoltà.

    Credo che l’atto avvenuto contro il Segretario della CISL sia il segnale di come gli italiani non si sentano più tutelati dalle istituzioni e dagli organi sindacali!

    Ora arriviamo anche ad un punto che non è più legittimo nemmeno manifestare perché sennò diventi nemico dello Stato.

    Se la situazione rimarrà questa (io penso che peggiorerà) gli scontri e le “turbolenze” aumenteranno e si faranno sempre più pesanti!

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